Politeama
Comune di Sassuolo
Italia
Il progetto di rigenerazione dell’ex Teatro Politeama di Sassuolo nasce dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di restituire alla città un edificio storico di forte valore identitario, rimasto a lungo in disuso. Situato nel cuore del centro storico, il Politeama viene reinterpretato come infrastruttura culturale contemporanea, capace di accogliere nuove funzioni pubbliche e di rispondere alle esigenze di una comunità in trasformazione, mantenendo un profondo rispetto per la memoria e la vocazione originaria del luogo.
Cliente
Comune di Sassuolo
Tipologia
Rigenerazione urbana | Cultura | Spazi pubblici
Location
Sassuolo, Modena, Italia
Servizi
Restauro e risanamento conservativo, rifunzionalizzazione, consolidamento strutturale, progettazione architettonica, strutturale e impiantistica, direzione lavori.
Anno di realizzazione
On going
Dati tecnici
Superficie coperta circa 1.100 m²
Team
Elisa Ferro, Marco Piccinini, Nicolò Colnaghi, Matilde Vitali, Elena Guizzardi.
Credits
Progettazione variante architettonica: Archilinea S.r.l.
Progettazione variante strutturale: Fontana e Barone Ingegneri Associati S.r.l.
Progettazione variante impiantistica: Stiem Engineering S.r.l.
Progettazione esecutiva: Gnosis Progetti S.p.a.
Direzione lavori: Arch. Giuseppe Gervasi
Imprese costruttrici: Mar.sal Restauri
Diritti immagini: Archilinea S.r.l.
Concept
Il Politeama è pensato come una “piazza coperta”, uno spazio civico aperto, flessibile e inclusivo, in grado di ospitare attività culturali, eventi, incontri e servizi urbani. Il progetto si fonda sull’idea di continuità tra passato e presente, valorizzando l’impianto storico dell’edificio e la sua natura polifunzionale, storicamente capace di adattarsi a usi differenti.
L’architettura diventa strumento di relazione: tra cittadinanza e istituzioni, tra cultura e produzione locale, tra dimensione quotidiana e attrattività sovralocale. Il Politeama si configura così come condensatore urbano, luogo di incontro e piattaforma aperta per la creatività, l’innovazione sociale e la narrazione del territorio.
PROGETTO
L’intervento prevede il restauro conservativo dell’ex teatro e la sua rifunzionalizzazione in centro culturale polivalente. La grande sala centrale, alta circa nove metri, è destinata a eventi pubblici, mostre, incontri e attività temporanee, mentre gli spazi complementari ospitano servizi culturali e di supporto. L’organizzazione funzionale privilegia la flessibilità e l’accessibilità, restituendo un edificio unitario, riconoscibile e pienamente integrato nel sistema urbano del centro storico.
CANTIERE
Il progetto si articola in due stralci attuativi e prevede interventi di consolidamento strutturale, restauro delle superfici decorate e delle facciate esterne, rifacimento della copertura e riqualificazione impiantistica. Il cantiere del primo stralcio ad oggi concluso ha assunto un ruolo centrale nel processo di conoscenza dell’edificio, consentendo di affinare le soluzioni progettuali nel rispetto dei principi di minimo intervento, reversibilità e compatibilità materica.
Un modello spaziale aperto e adattabile
Il Politeama è un edificio emblematico della storia urbana novecentesca, nato come teatro popolare e progressivamente trasformato in risposta alle esigenze sociali e civiche della comunità. Il progetto di rigenerazione interpreta questa stratificazione come valore, evitando una rifunzionalizzazione rigida e scegliendo invece un modello spaziale aperto e adattabile, in grado di rispondere sia alla vita quotidiana dei cittadini sia ai flussi culturali e turistici legati al distretto ceramico e al sistema delle eccellenze territoriali.
SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE
La sostenibilità del progetto risiede principalmente nel riuso di un edificio esistente e nella sua restituzione a funzioni pubbliche contemporanee. Le strategie adottate puntano sull’efficienza energetica, sulla scelta di materiali coerenti con la tradizione del primo Novecento, sull’uso consapevole delle risorse e sulla durabilità delle soluzioni tecniche.
APPROCCIO
L’approccio progettuale adottato per la variate del primo stralcio si fonda su un metodo critico–conservativo, orientato alla tutela dell’autenticità storica e materica dell’edificio. Ogni scelta deriva da un’attenta lettura dello stato di fatto e dal dialogo costante con gli enti di tutela. La progettazione integrata consente di coordinare architettura, strutture e impianti in un disegno unitario che coniuga sicurezza, comfort, qualità spaziale ed esigenze di tutela.