CoreLAB
ASST Santi Paolo e Carlo
Italia
All’interno dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, il progetto rinnova una porzione dei laboratori di analisi chimico-clinica al secondo piano dell’edificio Accertamento e Cura. L’intervento nasce dall’esigenza di adeguare spazi, finiture e dotazioni impiantistiche alle nuove tecnologie diagnostiche, trasformando ambienti ormai obsoleti in un CoreLAB contemporaneo, efficiente e integrato con la struttura ospedaliera esistente.
Cliente
ASST Santi Paolo e Carlo
Tipologia
Ospedaliero
Location
Milano, Italia
Servizi
Coordinamento progettazione, progettazione preliminare, progettazione definitiva, progettazione esecutiva, direzione lavori
Anno di realizzazione
2026
Dati tecnici
Superficie CoreLAB 350 mq; area complessiva interessata dalle opere circa 686 mq, comprensiva di corridoio e blocco servizi igienici
Team
Lucia Mosconi, Leonardo Cuzzolin, Elena Gualandri, Chiara Ligabue, Elisa Ferro, Chiara Carretti, Daniele Covi
Credits
Progettazione architettonica: Archilinea S.r.l.
Progettazione strutturale: Studio Capellari Associati
Progettazione impiantistica: Archilinea S.r.l.
Consulenza acustica: Ing. Roberto Odorici
Coordinamento sicurezza CSP e CSE: Geom. Gianluigi Lietti
Direzione lavori: Arch. Lucia Mosconi
Imprese costruttrici: MultiManutenzione S.p.A.
Il progetto interpreta il laboratorio come un’infrastruttura sanitaria altamente specializzata, nella quale spazio, tecnologia e flussi operativi concorrono a costruire un unico sistema. La precedente sequenza di ambienti compartimentati lascia spazio a un ampio CoreLAB open space, pensato per accogliere nuove apparecchiature diagnostiche e favorire continuità visiva, controllo e collaborazione tra gli operatori. Accanto al laboratorio trovano posto aree dedicate ai tecnici, al personale turnista e nuovi servizi igienici. Materiali resistenti e facilmente sanificabili, controllo della luce, comfort acustico e completa integrazione degli impianti traducono le esigenze di un ambiente sanitario complesso in uno spazio ordinato, flessibile e capace di adattarsi all’evoluzione delle tecnologie di laboratorio.
Progetto
Il re-layout ridisegna integralmente la porzione di piano interessata, concentrando il laboratorio in un grande ambiente open space e riorganizzando le funzioni di supporto. Nuove partizioni leggere, controsoffitti tecnici, superfici sanificabili e serramenti ad alte prestazioni definiscono spazi adeguati alle apparecchiature diagnostiche e alle esigenze quotidiane degli operatori.
L’intervento parte dalla rimozione delle partizioni e delle finiture esistenti per costruire un nuovo assetto distributivo centrato sul CoreLAB. Il laboratorio è affiancato da un’area di lavoro per i tecnici, protetta ma visivamente connessa all’open space, da un locale per il personale turnista e da quattro nuovi servizi igienici, uno dei quali accessibile.
La qualità degli ambienti è affidata a materiali specifici per il settore sanitario: pavimentazioni in PVC resistenti ai prodotti chimici nel laboratorio, gres negli spazi di servizio e rivestimenti vinilici lavabili fino a 2,10 metri. Il controsoffitto, posto prevalentemente a quota 2,90 metri, integra gli impianti mantenendo la maggiore altezza libera possibile e contribuendo al comfort acustico. I serramenti esterni vengono sostituiti con elementi coerenti con l’immagine esistente ma aggiornati nelle prestazioni termoacustiche, con schermature solari integrate nella vetrocamera.
Cantiere
Il cantiere si inserisce in un ospedale pienamente operativo e richiede un attento coordinamento con reti e attività esistenti. Le lavorazioni sono pianificate per contenere disservizi e interferenze, gestendo puntualmente collegamenti impiantistici, deviazioni delle linee attive, reti antincendio e posta pneumatica, oltre alle nuove installazioni in copertura.
SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE
L’innovazione del CoreLAB è affidata soprattutto all’integrazione dei nuovi sistemi tecnologici. Una centrale di trattamento aria dedicata e un’unità polivalente in copertura servono il laboratorio insieme a un sistema di raffrescamento indipendente, progettato per gestire in ogni stagione i carichi generati dalle apparecchiature. Nuove reti distribuiscono acqua demineralizzata e aria compressa tecnica, mentre gli scarichi speciali sono separati dai reflui ordinari. Sul fronte elettrico, un UPS da 60 kVA con autonomia di 30 minuti tutela le apparecchiature di analisi; illuminazione LED con gestione DALI, controllo accessi, rivelazione incendi ed EVAC completano un sistema coordinato e monitorabile. Serramenti ad alte prestazioni, schermature integrate e controllo acustico contribuiscono infine al comfort degli operatori.
Approccio
La progettazione nasce dal coordinamento continuo tra architettura, impianti, sicurezza e requisiti sanitari. Ogni soluzione è verificata rispetto alle reti ospedaliere esistenti e alle nuove apparecchiature, con particolare attenzione alle interferenze e alla continuità di servizio. Un approccio integrato che consente di trasformare un’area esistente senza separare qualità spaziale, prestazioni tecniche e operatività clinica.